Dallo scompenso alla cardiomiopatia, la ricerca ha cambiato destino dei pazienti

Dallo scompenso alla cardiomiopatia, la ricerca ha cambiato destino dei pazienti

“La storia di Bristol Myers Squibb nel campo cardiovascolare è una storia di innovazione che ha contribuito a cambiare il destino di molti pazienti”. Lo ha detto Gianfranco Sinagra, direttore del Dipartimento cardiotoracovascolare dell’Università di Trieste e presidente della Società italiana di cardiologia (Sic), intervenendo alle celebrazioni per gli 80 anni di Bms in Italia, oggi a Roma (Centro Studi Americani). Sinagra ha ricordato come la “ricerca abbia modificato nel tempo la gestione di importanti patologie cardiovascolari, migliorando la qualità della vita e aumentando la sopravvivenza dei pazienti. Dallo scompenso cardiaco alla fibrillazione atriale, fino alle alterazioni del colesterolo e alle più recenti innovazioni nella cardiomiopatia ipertrofica, la ricerca ha permesso di intervenire sempre più efficacemente sulle malattie”.

Secondo il presidente della Sic, “il vero salto di qualità è arrivato dalla capacità della medicina moderna di agire sui meccanismi alla base delle patologie. Le nuove terapie – ha spiegato all’Adnkronos Salute – non si limitano più a controllare i sintomi, ma puntano direttamente alle cause della malattia, intervenendo sui meccanismi molecolari”.

Un esempio significativo è rappresentato dalla cardiomiopatia ipertrofica, una “patologia spesso legata a fattori genetici che può colpire anche persone giovani” e avere un forte impatto sulla vita dei pazienti e delle loro famiglie. “Le nuove terapie capaci di agire sui meccanismi della malattia rappresentano una vera innovazione perché permettono un approccio più preciso e personalizzato”, ha aggiunto. Per Sinagra, questa è la direzione della cardiologia del futuro: “Dobbiamo continuare a investire nella ricerca per comprendere sempre meglio i meccanismi delle malattie e sviluppare trattamenti sempre più mirati, efficaci e capaci di migliorare i risultati nel lungo periodo”.

Comments

No comments yet. Why don’t you start the discussion?

Leave a Reply

Your email address will not be published. Required fields are marked *