La Russia sferra un attacco record contro Kiev, i missili e i droni di Mosca provocano una strage nella capitale ucraina. L’ennesimo raid, uno dei più massicci se non il più violento dall’inizio della guerra, è la spia della strategia estrema che Vladimir Putin predilige in un quadro sempre più complesso per gli invasori. Sul terreno, la Russia si è impantanata. Il tasso di avanzamento delle forze di Mosca in Ucraina a giugno è crollato rispetto allo stesso periodo dello scorso anno, mentre le perdite al fronte aumentano in modo drastico in relazione al territorio conquistato, come emerge dalle analisi dell’Institute for the Study of War di Washington.

I dati bocciano Mosca

Il mese scorso i soldati di Mosca hanno preso il controllo, o sono riusciti a infiltrare (operazioni che hanno iniziato a condurre dall’estate dello scorso anno) 30,42 chilometri quadrati di territorio: una frazione rispetto ai 481,25 dello scorso anno, ‘al cambio’ sono 1,01 chilometri quadrati al giorno in media (lo scorso anno erano stati 16,04). Il trend è iniziato lo scorso novembre, in modo particolare nelle direzioni di Kupyansk e Oleksandrivka, dove la controffensiva delle forze ucraine è fino a ora riuscita a contenere l’avanzata nemica.

Da gennaio a giugno dello scorso anno le forze di Mosca hanno preso il controllo dei 2.189,87 chilometri quadrati di territorio ucraino, contro i 622,60 chilometri quadrati dello stesso periodo del 2026: solo il 28,43 per cento del risultato di un anno fa. Le forze russe a giugno hanno registrato, secondo i dati dello stato maggiore ucraino, 39.490 vittime, vale a dire, 1.298 vittime per chilometro quadrato conquistato o infiltrato, mentre nel giugno dello scorso anno, le vittime erano state 32.680, von una media di 68 vittime per chilometro quadrato preso.

Sempre lo scorso giugno, i russi hanno perso 12.867 mezzi e carri, contro i 3.395 del giugno 2025, un aumento di un fattore 3,8. I russi hanno perso 60-849 droni contro i 4.581 del giugno 2025, con un aumento di un fattore 13,3.

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