“Andrea Sempio ha ucciso Chiara Poggi”

“Andrea Sempio ha ucciso Chiara Poggi”

La procura di Pavia ha chiuso le indagini su Andrea Sempio, accusato del delitto di Chiara Poggi aggravato dalla crudeltà e dai motivi abietti.

La difesa del 38enne ha ricevuto l’atto di notifica. L’indagato deve rispondere dell’accusa di omicidio aggravato della 26enne, uccisa il 13 agosto 2007 . “Dopo una iniziale colluttazione”, Sempio – a dire della Procura – “colpiva reiteratamente la vittima con un corpo contundente (dapprima in regione frontale sinistra e in regione zigomatica destra), facendola cadere a terra”. Quindi, “la trascinava al fine di condurla verso la porta di accesso alla cantina” e, dopo che la ventiseienne “provava a reagire mettendosi carponi, la colpiva nuovamente con almeno 3-4 colpi” sempre alla testa “facendole perdere i sensi”.

A seguito di ciò, “spingeva il corpo della vittima facendolo scivolare lungo le scale che conducono in cantina ove, nonostante la stessa fosse già incosciente, la colpiva con almeno 4-5 colpi” ancora alla nuca, “cagionando” a Chiara Poggi “lesioni cranio encefaliche dalle quali derivava il decesso”. Un delitto dettato dal fatto che la giovane avesse rifiutato le sue avance (aggravante dei motivi abietti) e aggravato dalla crudeltà “in considerazione dell’efferatezza dell’azione omicidiaria per il numero e l’entità delle ferite inferte allavittima, di cui almeno 12 lesioni sul cranio e sul volto”.

La nuova inchiesta

La procura del capoluogo di Pavia ha svelato ieri le carte e mostrato tutti gli elementi raccolti contro Sempio, interrogato ieri. In circa tre ore e mezza i magistrati titolari della nuova indagine sul delitto di Garlasco – il procuratore aggiunto Stefano Civardi, insieme ai pubblici ministeri Giuliana Rizza e Valentina De Stefano – hanno mostrato all’indagato le prove raccolte in circa uno anno e mezzo e avevano anticipato: “Le indagini non sono ancora concluse”.

Il 38enne è il solo indagato, non più in concorso con Alberto Stasi o con ignoti, per aver ucciso con almeno 12 colpi (inferti con un’arma finora sconosciuta) la ventiseienne che avrebbe rifiutato delle sue avance sessuali. Contro di lui c’è la perizia secondo cui il Dna è compatibile (con la linea maschile) con quello trovato sulle unghie della vittima – per la genetista Denise Albani è impossibile stabilire se deriva da contatto diretto o trasferimento indiretto -; e l’impronta 33 lasciata, a dire di chi indaga, dall’assassino sulla scala dove Chiara Poggi è stata ulteriormente colpita alla testa. Impronta che per i consulenti dell’indagato non è attribuibile a lui.

L’intercettazione

La Procura di Pavia – che non ha ancora fornito l’orario (rivisto rispetto alla Cassazione) in cui è avvenuto il decesso la mattina del 13 agosto 2007 – pare non credere all’alibi di Sempio, legato allo scontrino di un parcheggio di Vigevano, e sembrava orientatata – per supportare il movente – a inserire nella chiusura indagine anche le numerose chat a firma ‘Andreas’ in cui emerge la presunta “ossessione” verso una ragazza, identificata dalla difesa in una barista e non nella vittima, sorella dell’amico Marco Poggi.

Ma a incastrare Sempio secondo la procura di Pavia e i carabinieri di Milano c’è un’intercettazione svelata dal Tg1 sui suoi canali social: “Ho visto il video di Chiara e Alberto”, dice Sempio. E’ il 14 aprile 2025 quando Andrea Sempio è in auto, parla da solo, siamo a circa un mese dal giorno in cui ha saputo delle nuove indagini su di lui. Una cimice nella macchina cattura le parole del ragazzo che di fatto lo smentiscono che aveva detto di aver chiamato per sbaglio casa Poggi per sapere se c’era il fratello Marco Poggi e di aver parlato pochi secondi con Chiara chiedendo quando sarebbe tornato.

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