“Ho preso un coltello da cucina, sono uscito di casa e sapevo che quel giorno morivo…“. E’ l’unica frase di senso compiuto che Salim El Koudri, 31 anni, ha riferito al suo avvocato Fausto Gianelli – contattato dall’Adnkronos – che oggi lo ha incontrato nel carcere di Modena dopo che il giovane sabato pomeriggio si è lanciato con la sua auto in pieno centro e ha falciato sette passanti.
Il legale di El Koudri è intenzionato a chiedere una perizia psichiatrica. L’avvocato Gianelli descrive all’Adnkronos un uomo “non lucido, che risponde a monosillabi, che muove la testa per dire sì o no, ma che non sa spiegare il perché del gesto, né ricostruire quanto accaduto“.
Il legale riferisce di un ragazzo “con lo sguardo perso nel vuoto, annuisce o risponde a monosillabili o muovendo la testa. Quando gli ho chiesto dettagli su quanto accaduto, su lui che accelera, che colpisce i passanti non è stato in grado di rispondermi… da lui non ho avuto nessuna risposta logica o coerente. A me non è sembrato lucido”.
L’unica cosa che El Koudri – nato a Bergamo ma di origine marocchina, una laurea triennale in Economia e sotto cura psichiatrica per un paio d’anni, cura con farmaci interrotta nel 2023 – spiega con più parole è la sensazione di quel giorno: “Sapevo che quel giorno morivo…”, ma messo alle strette dal difensore non sa dire perché, così come non sa spiegare perché prima di uscire “ho preso un coltello da cucina che era in casa”.
L’udienza di convalida davanti al giudice per le indagini preliminari è fissata per domani mattina. L’uomo deve rispondere di strage e lesioni aggravate dall’uso del coltello. “Siamo collaborativi, ma non so se domani sarà in grado di fare ragionamenti“, spiega il suo difensore. “Le risposte che oggi mi ha fornito nel nostro incontro in carcere non hanno nessuna logica o coerenza. Il giovane, studente modello al liceo e poi la laurea triennale in Economia, “per un paio di anni (fino al 2023) era stato in cura per problemi psichiatrici”, “ha la patente” e non ci sarebbero provvedimenti che potessero impedirgli di usare l’auto.
“Non è praticante, non è credente, non ha partecipato al Ramadan. Quando in carcere gli ho chiesto se voleva un libro mi ha risposto la Bibbia“, dice il legale. L’avvocato descrive i genitori del 31enne come “una famiglia distrutta che continua a chiedermi come stanno i feriti e che non si dà pace per quello che è successo”. I genitori “sono integrati nella comunità di Ravarino, originari del Marocco sono riusciti con il lavoro a comprarsi una casa e a far studiare i figli”, fino al gesto di Salim El Koudri che nell’ultimo periodo era sempre “più isolato”, ma non si sarebbe mai mostrato violento.
Le mail di cinque anni fa all’università di Modena
“Voglio lavorare” e “bastardi cristiani di merda voi e il vostro gesA’ cristo in croce lo brucio”. Così Salim El Koudri in una mail all’università di Modena, il 27 aprile del 2021, secondo quanto rivela il ‘Corriere.it’. Il carteggio con l’università inizia alle 19.28. “Dovete farmi lavorare come impiegato non magazziniere capito e qua a Modena e non in culo al mondo dovete ti rimangono in tasca 500 euro al mese se ti va bene”, scrive nella prima mail. Poi pochi secondi dopo: “Voglio lavorare”. Alle 19.48 arriva la mail successiva: “Bastardi cristiani di merda voi e il vostro gesA’ cristo in croce lo brucio”. Poi le scuse alle 20.38: “Mi dispiace per la maleducazione”. Un anno dopo, il 2 febbraio del 2022, El Koudri scrive di nuovo all’università: “Non riesco a trovare lavoro coerentemente con i miei studi e non so cosa fare. Sono da solo ho 27 anni e vivo con i miei genitori stranieri. Cosa mi consigliate di fare? Grazie”.
“Le mail che stanno divulgando sono mail del 2021, sono scritti di cinque anni fa – dice l’avvocato Gianelli – Su tutto il materiale informatico contenuto nei dispositivi informatici del mio assistito sarà necessaria una perizia“.
Le condizioni dei feriti
Restano stabili ma gravi le condizioni di quattro dei sette feriti. In particolare, i due pazienti ricoverati all’ospedale Maggiore di Bologna sono entrambi in rianimazione “in condizioni stabili”. La donna di 55 anni presenta diversi traumi, le sue condizioni sono “in lieve miglioramento ma restano critiche e in prognosi riservata”. L’uomo, anche lui di 55 anni con diversi traumi, è stabile, “non più in immediato pericolo di vita ma la prognosi è riservata”.
Per quanto riguarda i pazienti ricoverati all’ospedale civile di Baggiovara (Modena) la donna di 69 anni “pur in un quadro di gravità complessivo presenta segni di progressivo miglioramento che hanno portato a staccare la paziente dai supporti ventilatori ed è pertanto in respiro spontaneo”; la donna di 53 anni, “sempre in condizioni gravi, presenta un quadro clinico stabile”. Per entrambe la prognosi resta riservata. Il paziente di 59 anni, con trauma facciale, nel confermare la prognosi già comunicata ieri di 30 giorni in totale, presenta “un quadro di stabilità e condizioni cliniche buone”.
