Kid Yugi protagonista del nuovo episodio ‘Red Bull 64 Bars’, testo e significato

Kid Yugi protagonista del nuovo episodio ‘Red Bull 64 Bars’, testo e significato

Con ’64 barre di terrore’ Kid Yugi è il protagonista del nuovo episodio di Red Bull 64 Bars, il format cult di Red Bull che celebra l’essenza del rap attraverso scrittura e barre senza filtri e ritornelli.

Dopo aver ridefinito i confini del rap italiano con una scrittura senza compromessi – reduce dal successo del suo ultimo album ‘Anche gli eroi muiono’, il primo quest’anno ad avere ottenuto la certificazione di 3 dischi di platino – Kid Yugi conferma lo status di una delle penne più riconoscibili della scena contemporanea.

Tra immagini intense, riferimenti colti, autobiografia e critica sociale, il rapper pugliese costruisce un flusso narrativo denso e cinematografico in cui convivono disillusione e ambizione, rabbia e vulnerabilità, provincia e mitologia personale. Le barre di ’64 barre di terrore (Red Bull 64 Bars)’, attraversano il sud profondo, restituendo il ritratto di una generazione in bilico tra desiderio di riscatto e ricerca di identità.

In ’64 Barre di terrore’ convivono fotografia sociale e immaginario estremo: dalla vita “al di sotto della linea Gustav” fino a una dimensione quasi distopica in cui il successo non cancella il disagio, ma lo amplifica. Kid Yugi alterna provocazione, introspezione e ironia, mettendo in scena tutte le contraddizioni che hanno reso il suo racconto artistico unico nel panorama italiano. Il risultato è una performance che riflette pienamente la natura di Red Bull 64 Bars: uno spazio in cui gli artisti possono esprimere la propria identità nella forma più pura, affidandosi esclusivamente alla forza della scrittura, del flow e della visione.

Il contrasto è l’anima pulsante della performance. Kid Yugi interpreta rime serratissime muovendosi tra citazioni letterarie, cinematografiche e storiche, da Eschilo a Hiroo Onoda, Almodóvar e Michele Sindona, accostate alle immagini più crude e reali delle zone d’ombra della provincia italiana.

Il testo

Sud profondo al di sotto della linea Gustav

Vasche di Ayahuasca dentro ad un bosco in Umbria

L’odio cresce nei ragazzi qualcosa tumultua

A scuola con una pistola e ‘sta musica in cuffia

Piscio di gatto sniffano sopra una turca

Col volto coperto ma non hanno un Burqa

Stimola l’uretra con un dito finché lei non spruzza

Sentono la vita ingiusta e bevono come una spugna

Pancia gonfia come Buddha pronto a fare bunga bunga

In Trap house con un senatore che lecca la busta

I miei valori vilipendio tradimento e calunnia

Da ‘sta torre di Babele mi godo il mondo che brucia

Party leggendari Kid Yugi il Grande Gatsby

Digiuno senza Ozempic Vodka Red Bull

Sto parlando col mio cane come Shaggy

E non ho manco un cane in più mi esprimo solo a versi

Fraudolenti delinquenti pluridipendenti

Ma Indovina chi è che non appare dentro i file di Epstein

Taglia sulla testa 10 miliardi di Berry

Musicista coi centoni sono io Giuseppe Verdi

Dicono mainstream io rispondo grazie al cazzo

Sono troppo forte per l’anonimato

Rappo ancora come se l’affitto debba essere pagato

Ma sto già alla terza casa e alla quarta auto

Odio lo stato odio lo stato

La mia gente ha chiesto aiuto e ‘sta merda ha ghostato

Sono a Massafra sono postato sono dio incarnato

Non ci credi toccami le palle prima del costato

Ogni tentativo di fermarmi é vano

Ho il rap nel sangue come un nero ma sembro uno slavo

Comunista con due Rolex Fidel Castro

Ho più oro di un re in più catene di uno schiavo

La mia tipa é uno schianto la mia vita altrettanto

Passo giornate intere a deprimermi sul divano

Circondato da beni materiali che non aiutano affatto

Ansia e panico li soffro un sacco ‘sta fama mi fa schifo al cazzo

Vedo la violenza e poi mi eccito

Chi mi insulta utilizza un italiano pessimo

È un controsenso neve dentro l’eskimo

Lecco la figa sono lesbico

Tu sei bravo io sono Eschilo

Un pò di fiato allora

Quando al mondo viene un vero genio

Lo si riconosce dal fatto che tutti quanti gli idioti

Fanno banda contro di lui

Sono ancora in guerra Hiroo Onoda

La paura si annida mentre il panico si annoda

Per me è un’esigenza per voi è solo una moda

Niente democrazia voglio l’anarchia Narcotopia

Campi di sterminio Puglia come la Polonia

Giro coi maleducati come Almodóvar

La fortuna con me é stata una gran signora

La mia merda è arte devi esporla al Moma

Narcisista parlo di me stesso in terza persona

Vampirismo l’acqua santa mi tocca e mi ustiona

Istigo al suicidio e all’omicidio come lavandonia

Al disuso del buon senso e all’abuso di droga

Etanolo vuoti di memoria riscrivo la storia

Tazza di caffè con il polonio Michele Sindona

Spezzo le catene e si sprigiona tutta la ferocia

Y3P P3 fondo la grande loggia

Si chiude una porta si apre la grande tomba

Il tuo volto prende pugni fino a che non si deforma

Puoi chiamarmi kid yugi o seme della discordia

Un bambino si uniforma copia ciò che lo circonda

Sessantaquattro di terrore merito la forca

Fumo fino al cancro bevo fino al coma

Il karma non esiste il bene non ritorna

Pensa che lo sponsor paga per sta roba

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